mercoledì 16 ottobre 2019

CHI HA PAURA DELLA FEDERAZIONE DEMOCRATICA CURDA?


LORO, I CURDI, DA POPOLO DIGNITOSO, LIBERO E FIERO, HANNO REALIZZATO IN MEZZO AL NULLA UNA SCINTILLA DI CIVILTA' E PROGRESSO SOCIALE CHE NOI, IN OCCIDENTE, CON TUTTO IL NOSTRO APPORTO ESPERENZIALE E IDEOLOGICO, NON SIAMO MAI RIUSCITI A CONQUISTARE SOCCOMBENDO AD UNA SECOLARE STAGNAZIONE CAPITALISTA.


 FOTO: "Una società ecologica in costruzione" è un libro della Comune Internazionalista del Rojava con prefazione di Debbie Bookchin. Edizione italiana a cura di Rete Kurdistan Italia in collaborazione con UIKI Onlus. Link: https://www.uikionlus.com/libro-make-rojava-green-again-una-societa-ecologica-in-costruzione/

Soltanto gli sprovveduti rimangono sorpresi da ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni in Siria, cioè l'aggressione imperialista della Turchia contro il popolo Curdo e, in particolare, contro i combattenti che si sono eroicamente distinti nella lotta al terrorismo e al Califfato islamico I.S.I.S. Veniamo subito al dunque: il popolo curdo è riuscito a creare nella regione siriana del ROJAVA (ora attaccata dai Turchi) un modello di democrazia partecipata seguendo l'indirizzo del suo leader APO OCALAN, ispirato inizialmente al marxismo e poi al socialismo libertario del pensatore statunitense MURRAY BOOKCHIN (1921-2006); vale a dire la creazione di quella che non è "una" forma di convivenza, che non è ideologia, esperimento, o progetto straordinario e circoscritto, ma costituisce la NORMALITA', la struttura sociale naturale ed imprescindibile, trampolino di lancio di ogni autentico progresso.

FOTO: Abdullah Ocalan (1948) leader e ideologo del PKK (Partito del lavoratori curdo), ancora prigioniero nelle carceri turche.  "Nel 1977, fonda il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che lotta per l'autonomia del Kurdistan, contro i clan "feudali" che spadroneggiano sul territorio, per l'ecologia, per l'emancipazione della donna e per la distruzione del sistema patriarcale e capitalista. Lo stesso anno, due militanti vengono uccisi dalla polizia". (Fonte: Wikipedia)

Ma una società normale, basata sulla partecipazione e l'autogestione, sul rispetto dell'ambiente, sull'equa distribuzione delle ricchezze come potrebbe essere accolta in un contesto internazionale di liberismo dilagante, di grossi potentati economici che vogliono spartirsi i territori ricchi di risorse sottraendoli al benessere dei popoli e delle comunità? Queste grosse entità parassitarie, dedite ad ogni tipo di crimine pur di mantenere la propria egemonia sottraendo e controllando a proprio vantaggio le fonti di sostentamento di milioni di persone, come potrebbero accettare che si possano formare dei primi nuclei di comunità sana, per di più in una regione strategica come la Siria?

Non c'è pericolo: il lavoro sporco lo lasceranno fare ad Erdogan, fingeranno contrizione di fronte all'opinione pubblica per i crimini che si stanno attuando contro la popolazione curda, dopo aver foraggiato di sovvenzioni e armi il sultano islamico con il pretesto che altrimenti ci avrebbe inondati con milioni di profughi, argomento che fa molta presa sulla gente comune. Dopo tutto, anche l'Arabia Saudita è stata rifornita di armamenti allo scopo di compiere stragi nello Yemen, senza bisogno di migranti con cui minacciare l'Europa. A tempo debito si sfileranno dal fianco la spina di un popolo che in poco tempo è riuscito a conquistare un modello di civiltà che mette in luce la nostra ignavia e ce ne fa provare vergogna. Ma l'opinione pubblica occidentale non si perde in sottigliezze, possono stare tranquilli, e continuare i loro affari appoggiati da giornalisti-zerbini e politici di strada, senza scrupoli e che non hanno niente da perdere.

E in mezzo a tutta questa bolgia di pattume umano che vampirizza popolazioni e ambiente a vantaggio dei propri interessi privati, loro, i Curdi, da popolo dignitoso, libero e fiero, hanno realizzato in mezzo al nulla quello che noi, in Europa, con tutti i nostri pensatori, il nostro apporto culturale, filosofico, ideologico...avremmo dovuto realizzare da molte generazioni, mentre invece siamo ancora qui, immersi in una barbarie lunga ormai più di due secoli, che ha generato milioni e milioni di morti in nome del profitto, e ci alziamo la mattina come se il mondo finisse sulla soglia di casa nostra.

Penso che a chiunque abbia un po' di acume non sfugga la stretta alleanza fra religione islamica e regime liberal-capitalista: in realtà nessun governo occidentale (al servizio non dei popoli, ma dei grandi magnati dell'industria e della finanza) si sognerebbe mai di sconfiggere le mire islamiste della Turchia, o dell'I.S.I.S o dell'Arabia Saudita (essendo di quest'ultima, peraltro, irrinunciabili alleati), tant'è che ora si è arrivati al punto di ottenere una potenza islamista di matrice terroristica (la Turchia) all'interno dell'Alleanza Atlantica, nello stesso esercito della N.A.T O. Alla fine, vedrete che Islam e capitalismo formeranno un monolite. Per fare un esempio, pensate davvero che la mafia, dopo 150 anni, sia stata un'organizzazione talmente potente da non poter essere sconfitta da nessuno in un secolo e mezzo? La stessa logica vale per il terrorismo islamico e per l'estremismo religioso, che si perpetuerà fintanto che sopravviverà il regime globale che di esso si serve per le sue strategie geo-politiche e le sue mire economiche.

L'obiettivo del sultano turco, del club finanziario europeo e di tutto l'asse capitalistico occidentale non è soltanto la distruzione di un popolo, ma di ciò che rappresenta, della speranza di un Confederalismo democratico che fungerebbe da esempio non solo nell'ambito di quei territori, ma a livello universale. L'emancipazione degli individui non può essere tollerata se non è funzionale alla strumentalizzazione del mercato; una vera libertà, una responsabilizzazione autentica dei popoli e degli individui può avvenire solo con l'avvento del socialismo, ed è quest'ultima tappa che spaventa coloro che soprintendono le azioni di Erdogan e di ogni altro simile personaggio, che considerato fuori dal suo contesto è un mero nulla. Se non capiamo queste logiche che anche un bambino ci potrebbe spiegare, rischiamo di fare la figura dello spettatore idiota che assale il burattino coprendolo di insulti, mentre il burattinaio se la ride alle sue spalle. Erdogan non esiste, come non esiste Bolsonaro in Brasile, come non è esistito Franco in Spagna, come non sono esistiti Hitler e Mussolini: sono strumenti intercambiabili delle strategie di sopravvivenza di un sistema, e quello sì esiste, e pervade ogni cosa, dalla quotidianità alle tragedie internazionali.

FOTO: una classe scolastica curda nella regione siriana del Rojava.

La lezione che i Curdi hanno dato all'Occidente sferra un duro colpo alle putrescenti fondamenta dei vecchi regimi morenti, in ogni parte del mondo. L'esempio dei Curdi ci comunica che la civiltà non è qualcosa di compiuto che dev'essere difeso; la civiltà non è nè a Oriente nè ad Occidente: è un'opera in corso, lungi ancora dall'essere realizzata, le cui prime scintille possono nascere in qualsiasi luogo perchè intrinseche alla realizzazione della stessa umanità.

Il presente brano da un discorso di ABDULLAH OCALAN delinea i presupposti fondamentali per la responsabilizzazione dei popoli e degli individui ed il passaggio all'età adulta dell'umanità:

“Il diritto all'autodeterminazione dei popoli include il diritto a uno stato proprio. Tuttavia, la fondazione di uno stato non aumenta la libertà di un popolo. Il sistema delle Nazioni Unite basato sugli stati-nazione è rimasto inefficiente. Nel frattempo, gli stati-nazione sono diventati seri ostacoli per qualsiasi sviluppo sociale. Il confederalismo democratico è un paradigma sociale non statale. Non è controllato da uno stato. Allo stesso tempo, il confederalismo democratico è il modello organizzativo culturale di una nazione democratica. Il confederalismo democratico si basa sulla partecipazione di base. I suoi processi decisionali sono delle comunità. I livelli superiori servono solo al coordinamento e all'attuazione della volontà delle comunità che inviano i loro delegati alle assemblee generali. Per un breve lasso di tempo sono sia il portavoce che l'istituzione esecutiva. Tuttavia, il potere di base della decisione spetta alle istituzioni di base locali. " (Abdullah Öcalan)

Alessia Birri

ARTICOLI CORRELATI: 

KOBANE- "Così, una piccola porzione di terra diventa la diretta negazione del sistema capitalista globale":
https://www.popoffquotidiano.it/2015/01/29/kobane-la-resistenza-a-capitalismo-e-scontro-di-civilta/

COME SI PERMETTE UN POSSIBILE MASSACRO? - Articolo di Simone Zoppellaro.
"Se non vinciamo questa sfida, mettendo in atto questa rivoluzione che deve avere luogo in primo luogo nelle nostre coscienze, non avremo compiuto nessun passo avanti nella storia, anche circondandoci delle tecnologie più moderne e avanzate...":
https://it.gariwo.net/editoriali/come-si-permette-un-possibile-massacro-21240.html?fbclid=IwAR3XsDSak6-obXrTt_cgh9LJEawYIQ69jagY_Fj5c8LtiuATVHncu6p1CyU




martedì 24 settembre 2019

L'Amazzonia e i crimini del capitalismo globale



Insorgere per le conseguenze perdendo di vista la causa dei crimini contro il nostro ambiente e contro l'umanità che si sono succeduti non solo in Amazzonia ma, analogamente, in ogni parte del mondo denota ipocrisia, ignoranza o, tutt'al più, stupidità, quando la causa di ogni attuale rovina e regresso culturale e sociale è sotto gli occhi di tutti ed è soltanto una: il capitalismo nella sua forma terminale e ultra-liberista. Sarebbe superfluo ripetere i soliti argomenti ovvi e lampanti ad ogni mente sana su come questo sistema abbia il suo fondamento nel parassitismo dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sul suo stesso ambiente vitale.


Mai come in quest'epoca potremo dimostrare se saremo degni di sopravvivere o se dovremo soccombere miseramente nelle spire di un sistema sorretto dalla componente parassitaria, inutile e malata dell'umanità, costituita da tipi umani inferiori, magnati e loro servi politici, che vive sulle spalle di popolazioni inebetite e private di ogni pensiero critico, come ratti in dispensa che continuiamo a nutrire. Nel capitalismo affonda le radici ogni tipo di criminalità organizzata, dalla mafia al terrorismo, usati al bisogno dallo stesso sistema simulandone poi il contrasto allo scopo di confondere l'opinione pubblica.


Il mondo non finirà, c'è uno scopo nell'intera esistenza, un obiettivo profondo imprescindibile, ma questo non esonera ognuno dalla responsabilità nei confronti di sè stesso e, dunque, dell'estensione del suo stesso essere: l'ambiente di cui è parte. Se perdessimo gli apporti vitali delle foreste ovviamente saremmo destinati a perire assieme al neoplasma che abbiamo nutrito con la nostra stupidità; se perdessimo la bellezza e la biodiversità dei luoghi più vitali della Terra inscindibili dalla nostra stessa essenza, la nostra esistenza si perderebbe in un automatismo senza senso: non avremo più radici, non varrebbe la pena di esistere perchè avremmo annullato noi stessi.


Allo stesso modo se perdessimo la testimonianza della nostra spiritualità ancestrale, della quale le popolazioni indigene amazzoniche sono fra i più importanti custodi, avremmo perso la bussola del futuro e il nostro stesso perno vitale, perchè sarà grazie ai pochi testimoni di questa consapevolezza che l'equilibrio si rinnoverà, coinvolgendo le generazioni future di tutto il pianeta. Nei loro confronti avremo sempre un debito inestinguibile, perchè essi hanno resistito non solo per difendere il valore vitale e spirituale della foresta contro l'aberrazione del profitto, ma per la nostra anima, la nostra salute mentale e il nostro futuro.

Foto: bambini piantano alberi in Etiopia. Il record del Paese Africano per l'iniziativa "Green Legacy" in cui, in un solo giorno, sono stati piantati 300 milioni di alberi. Leggi:
https://www.repubblica.it/ambiente/2019/07/30/news/in_etiopia_piantati_piu_di_350_milioni_di_alberi_in_un_giorno-232385269/

L'unico rimedio contro quest'aberrazione è uno solo, a senso unico, il più ovvio ed essenziale: l'abbattimento del capitalismo, dell'interesse privato, e la globalizzazione socialista, quella vera, nel solco della Comune di Parigi (1871), all'insegna del benessere collettivo e dell'interesse di tutte le popolazioni del mondo. Qualcosa è andato storto duecento anni fa, dopo la Rivoluzione Francese, qualcuno ne ha usurpato gli ideali e i simboli a vantaggio di pochi interessi privati: riannodiamo il filo spezzato della storia e rimuoviamone una delle sue più tragiche e fatali deviazioni: l'anomalia del capitalismo.

Alessia Birri

Articoli correlati:

Per un nuovo socialismo globale:
https://www.liberopensiero.eu/23/09/2019/attualita/ambiente/ecosocialismo/

Il capitalismo che distruggerà noi e il pianeta - Durango Edizioni:
https://www.durangoedizioni.it/capitalismo-che-distruggera-pianeta/

Appello internazionale per l'Amazzonia "Territorio: nostro corpo, nostro spirito":
http://www.euronomade.info/?p=12435






giovedì 2 maggio 2019

LA DANZA DELLO SCIAMANO DI GEISSENKLOSTERLE


FOTO 1: la placchetta d'avorio di mammuth dalla caverna di GEISSENKLOSTERLE (Germania, Alpi Sveve), risalente a 40.000 anni fa. Misure 3,8 cm. x 1,4 cm.

 FOTO 2: la placchetta d'avorio di mammuth della caverna di GEISSENKLOSTERLE (Germania) vista da ambo i lati.

Il manufatto in avorio di mammuth scoperto nel 1979 presso la grotta di Geißenklösterle (o Geissenklösterle) nella VALLE di ACH, sulle ALPI SVEVE, nel sud della GERMANIA, viene interpretato dalla maggior parte degli studiosi come uno Sciamano danzante, conosciuto anche come "l'Adorante". La placchetta misura 3,8 cm. x 1,4 cm. (spessore 4 mm.) e risale a circa 40.000 anni fa. La grotta di GEISSENKLOSTERLE fu esplorata per la prima volta nel 1963, ed il presente manufatto venne alla luce in un ricco contesto di reperti, relativi anche ad epoche lontanissime fra loro, poichè il luogo fu occupato da 50.000 fino a 10.000 anni fa; all'interno di questa grotta venne anche scoperto il famoso FLAUTO ricavato da un fragile osso cavo d'uccello, fra i più antichi strumenti musicali al mondo, risalente a circa 43.000 anni fa; all'elenco si aggiungono utensili di pietra, manufatti ricavati da palchi, ossa e avorio. GEISSENKLOSTERLE è compresa nel complesso di grotte che costituivano insediamenti preistorici del Baden-Württemberg, del quale fanno parte le grotte VOGELHERD, HOLE FELS, HOHLENSTEIN STADEL, GROSSE GROTTE, BRILLENHOHLE. Il primo archeologo che esaminò il sito di GEISSENKLOSTERLE fu EBERHARD WAGNER, nel 1973; seguirono JOACHIM HAHN e NICHOLAS CONARD.

La placchetta della grotta di GEISSENKLOSTERLE è decorata su entrambi i lati: da un lato compare la figura di quello che può essere considerato un UOMO-UCCELLO, da ricollegare ad una tradizione simbolica primordiale; una delle più famose immagini paleolitiche di questo genere è l'Uomo-Uccello della "Scena del pozzo" della caverna di LASCAUX (datato 17.000 anni fa); il lato opposto è inciso con una serie di punti che vengono interpretati come una MAPPA STELLARE della Costellazione di ORIONE. Questa interpretazione è espressa in particolar modo dall'archeoastronomo MICHAEL RAPPENGLUECK (56 anni), dell'Università di Monaco, già autore di numerose opere sul significato delle raffigurazioni dell'arte paleolitica europea, soprattutto riguardo la caverna di Lascaux (Francia). RAPPENGLUECK considera questo manufatto come un "calendario gestatorio", creato per poter stabilire quando una donna avrebbe partorito, in relazione alla COSTELLAZIONE DI ORIONE. La figura del TERIANTROPO inciso sulla placchetta coinciderebbe con l'iconografia mitologica del CACCIATORE ORIONE, la cintura del quale viene descritta da tre stelle allineate.


FOTO 3: scenario naturale nei pressi della caverna di GEISSENKLOSTERLE (Germania, Alpi Sveve)

La Costellazione di ORIONE è stata la prima formazione stellare osservata e mappata dall'uomo, ed il mito della CACCIA COSMICA, ereditato da tradizioni iniziatiche e leggende d'epoca storica, è da considerare di origine primordiale. Come viene descritto dal Prof.RAPPENGLUECK riguardo le raffigurazioni della SCENA DEL POZZO della caverna di LASCAUX (risalenti a circa 17.000 anni fa), l'uccisione del bisonte da parte dell'UOMO-UCCELLO corrisponderebbe all'uccisione del TORO come tradizione ereditata in epoca storica, dall'ANTICO EGITTO al CULTO MITRAICO, dove il CACCIATORE (che viene raffigurato come uccello per simboleggiare il suo potere di elevazione e viaggio attraverso i mondi alternativi), al centro della scena, impersona lo SCIAMANO come asse portante del mondo e fulcro delle energie rigeneratrici dell'universo; ed è qui che la rappresentazione dell'uccisione del bisonte nella scena di LASCAUX coincide con il sacrificio del TORO che viene ucciso dal dio MITRA e che, a livello astronomico, rappresenta la soppressione della vecchia ERA COSMICA e l'inizio di un nuovo ciclo, nel contesto di una visione perfettamente integrativa dell'Universo, secondo la quale eventi astronomici, psiche umana ed energie terrestri sono vincolate da un'inscindibile interrelazione.


FOTO 4: la "SCENA DEL POZZO DELL'UOMO MORTO" della caverna di LASCAUX, risalente a 17.000 anni fa, considerata come mappa stellare dagli studi dell'archeostronomia.

FOTO 5: la "Scena del pozzo" della caverna di Lascaux (datazione: 17.000 anni) come mappa astronomica.

Il Prof.RAPPENGLUECK ha interpretato 86 delle incisioni presenti sulla placchetta come relative ad un periodo temporale che viene sottratto ad un anno rispetto alla durata della gestazione e, parallelamente, al numero di notti in cui BETELGEUSE (la stella più brillante della COSTELLAZIONE DI ORIONE) rimane visibile in cielo. Da qui il legame fra il concetto di fertilità e il CACCIATORE CELESTE, che da decine di migliaia di anni è considerato come traduzione astronomica dello spirito dello Sciamano dominatore e conoscitore delle energie cosmiche, fertilizzatore (da qui l'erezione del teriantropo della scena cosmica di Lascaux) e fulcro della comunità umana così come spirito costruttore dell'intero universo. Dobbiamo ricordare che la figura dello stesso Re, in epoca storica, non è stata altro che una traduzione gerarchica della funzione dello Sciamano come reggitore del mondo, dell'equilibrio e garante del "divenire" universale. La costellazione di ORIONE, nell'ANTICO EGITTO, veniva identificata con lo spirito del Faraone, così come in epoca Paleolitica era correlata allo Sciamano. Le tre PIRAMIDI DI GIZA, ad esempio, riproducono in terra la costellazione di ORIONE, come molti altri complessi monumentali nel mondo, allo stesso modo in cui la caverna preistorica veniva concepita dagli artisti iniziati come traduzione sotterranea della volta celeste, luogo in cui le energie cosmiche venivano assorbite e trasformate, e Tempio sacro dove avvenivano potenti rituali esoterici.

FOTO 6: la Costellazione di ORIONE.

Il personaggio raffigurato sulla placchetta è evidentemente un teriantropo, e precisamente un UOMO-UCCELLO, motivo che si è ripetuto in epoca Neolitica e, in seguito,  nell'iconografia di tutte le divinità alate d'epoca storica, fino alle immagini angeliche moderne. L'UOMO-UCCELLO corrisponde alla visione dello spirito dello Sciamano che, come un uccello, si riesce ad innalzare verso l'infinito per raggiungere il cuore della Galassia, dal quale si originano le energie e le dinamiche universali, con le quali egli è identificato, come possiamo leggere da un'estratto di un intervento del Prof. MICHAEL RAPPENGLUECK tenuto al XVI Convegno della Valcamonica (24-20 Settembre 1998):

"Gli attributi dei costumi sciamanici, ben noti da molti studi di ricerca, aiutano a comprendere il comportamento degli uccelli. L'uomo-uccello potrebbe essere inteso come uno Sciamano che si innalza fino alle stelle circumpolari e viaggia tra i mondi lungo la Via Lattea, che è concepita come un percorso di uccelli, spiriti e cacciatori celesti fino alla Stella Polare. Dalla testa ai piedi, la figura dell'uomo-uccello personifica diversi attributi di uno Sciamano in estasi, che si trasforma in un uccello. Molti popoli in Asia, America ed Europa paragonano gli Sciamani agli uccelli migratori, perché riconoscono in loro le guide vigorose, responsabili, sensibili e rassicuranti. Aiutano la tribù a trovare la sua strada nello spazio e nel tempo. I poteri della mente piegano le ali agli Sciamani. Perciò possono trasformarsi in creature miste, che volano nel cielo come un uccello e camminano sul terreno come un essere umano. Spesso queste chimere si presentano sotto forma di un airone, una gru o una cicogna. Come le stelle attorno alla stella polare, gli esseri umani ruotano attorno al centro dell'energia creativa, rappresentata da uno Sciamano. Perciò la Stella Polare e l'area vicina al punto polare del cielo erano molto importanti e riveriti....Una leggenda dei Nativi del Nord America racconta un mito sul viaggio estatico di uno Sciamano primordiale attraverso lo spazio e il tempo. Si trasforma in un uccello migratore, un cigno, perché questo è l'unico animale che può raggiungere l'area suprema nel cielo. Lo Sciamano, un giovane ragazzo, allarga le braccia come ali e allunga il suo corpo assumendo la forma di una croce e vola su. Trova il percorso verso il centro interiore del cielo, la Via Lattea e l'asse polare". (Michael Rappenglueck)

Ricordiamo per questo il più antico simbolo a forma di croce presente sulle pareti della caverna di CHAUVET (Francia, Vallon-Pont-d'Arc), risalente a 36.000 anni fa e identificato come una descrizione dei solstizi e degli equinozi, la quale potrebbe essere integrata alla posizione dello Sciamano nella sua trasformazione aviforme. 

Alessia Birri

ARTICOLI CORRELATI E FONTI:

MICHAEL RAPPENGLUECK - LA PIU' ANTICA MAPPA STELLARE CONOSCIUTA:
https://www.fantascienza.com/argomenti/michael-rappenglueck

IS THE ACH VALLEY TUSK FRAGMENT AN ANCIENT STAR MAP?:

http://www.astronomytrek.com/is-the-ach-valley-tusk-fragment-an-ancient-star-map/




sabato 27 aprile 2019

LA STATUETTA SNODABILE DELLO SCIAMANO DI BRNO


La straordinaria tomba paleolitica dell'UOMO DI BRNO (città capitale della Regione MORAVIA, nella Repubblica Ceca) fu scoperta casualmente nel 1891, ed esaminata dal geologo e paleontologo ALEKSANDER MAKOVSKY (1833-1908), rettore dell'Università tecnica tedesca di BRNO. La tomba risale a circa 25.000 anni fa, si trova sul più basso livello di erosione del fiume SVITAVA ed appartiene alla cosiddetta cultura PAVLOVIANA, presente dalla MORAVIA, al nord dell'AUSTRIA e al sud della POLONIA da 29.000 a 25.000 anni fa; questo nome deriva dal villaggio di PAVLOV, sempre in MORAVIA, presso il quale è stato scoperto un importante sito paleolitico comprendente numerosi manufatti e reperti. Lo scheletro di un uomo ricoperto di ocra rossa era situato nella tomba assieme a molte altre ossa che formavano oggetti ornamentali, denti di cavallo, un disco di pietra (come quelli presenti anche in epoca Neolitica), oltre 600 specie di conchiglie, dischi di mammuth e, in particolare, una scultura maschile.

FOTO 1: la cosiddetta "marionetta" dalla tomba dello Sciamano di Brno (Moravia, Repubblica Ceca), alta 20 cm., in avorio di mammuth e con le articolazioni snodabili. Datazione: 25.000 anni.

FOTO 2: un'altra immagine della statuetta di Brno che ritrae una rara figura umana maschile non-teriantropica d'epoca Paleolitica, risalente a 25.000 anni fa.

La scultura, della quale purtroppo rimangono solo tre pezzi (la testa, il busto e un braccio), è alta 20 cm. ed è in avorio di mammuth. La statuetta è stata concepita come un burattino snodabile, con testa, gambe e braccia che potevano essere posizionate a piacimento. Questo ci ricorda quanto fosse importante per l'artista preistorico la riproduzione dell'idea del movimento, per questo possiamo prendere ad esempio gli animali a 8 zampe ritratti nella caverna di Chauvet e in molti altri siti distanti nel tempo anche decine di migliaia di anni. Il manufatto, che ritrae una rara figura maschile non teriantropica, era stato ricoperto d'ocra rossa, come il corpo dell'uomo nella sepoltura. Possiamo dedurre che quest'immagine avesse la stessa funzione degli USHABTI delle tombe egizie (statuette che contenevano l'anima dello stesso defunto oppure dei servitori pronti a rispondere alla chiamata); ad esempio, la famosa statua lignea del KA di AUIBRA HOR (un faraone della XIII Dinastia) che ritrae il Re defunto nella sua essenzialità, completamente privo di ornamenti superflui. Il KA, nella tradizione egizia, era la componente animica del defunto, legata al mondo fisico e ai ricordi terreni, diversa perciò dal BA, che corrispondeva alla parte divina, spirituale e impersonale, e la statua aveva la funzione di "trattenere" le qualità individuali in attesa di una nuova nascita.


FOTO 3: disegno che riproduce gli elementi mobili della statuetta di Brno. Datazione: 25.000 anni.


FOTO 4: la statua lignea del Ka del Faraone Auibra Hor, della XIII Dinastia (circa 1777 a.C.); altezza 135 cm., escludendo i segni del Ka (anima individuale) che si innalzano dal capo e il piedistallo. La tradizione egizia di riprodurre l'immagine animica del Faraone deriva forse da un antichissimo costume d'epoca ancestrale, testimoniato dalla statuetta dello Sciamano di Brno risalente a 25.000 anni fa.


FOTO 5: la marionetta di Brno in un opera dell'artista cecoslovacco Libor Balak (1961), immaginata come riproducente  l'aspetto stesso dello Sciamano sepolto nel sito.

FOTO 6: opera dell'artista cecoslovacco Libor Balak in cui si immagina l'aspetto dello Sciamano di Brno.

FOTO 7: la "marionetta" di Brno in una ricostruzione.

FOTO 8: Alexander Makovsky (1833-1908), rettore dell'Università tecnica tedesca di Brno (Moravia; Repubblica Ceca), che si occupò dello studio dei reperti della tomba dello Sciamano.

FOTO 9: i reperti della tomba dello Sciamano di Brno al Pavilion/MoravianMuseum di Brno (Czech Republic); presenti: il cranio, in basso a sinistra; la scapola di mammuth, le rondelle di pietra, l'anello d'ardesia e un frammento di una bacchetta del tamburo.

LA SUA STORIA

L'uomo di BRNO, sepolto assieme al suo ricco corredo, dalle analisi effettuate sui frammenti del suo scheletro non ebbe un'esistenza facile: sulle sue ossa sono state rilevate tracce di una grave infiammazione del periostio: membrana fibrosa che avvolge le ossa densa di tessuto connettivo; l'uomo deve aver sofferto di questa malattia fin dall'età di 10 anni; questa malattia provoca dolori insopportabili alle mani e alle gambe, e questa condizione gli ha certamente permesso di mettere alla prova la sua sopportazione, di crescere e divenire adulto costruendo un carattere forte, in grado di affrontare qualsiasi altra sofferenza e immune alle paure che affliggono comunemente gli uomini. Perciò l'UOMO DI BRNO è stato riconosciuto dagli studiosi come uno SCIAMANO, ovvero uno che ha attraversato molte prove, dolori e smarrimenti prima di raggiungere l'illuminazione e la chiaroveggenza.


FOTO 10: com'era posizionato il corpo dello Sciamano nella tomba di Brno, assieme al suo ricco corredo. Da un opera dell'artista cecoslovacco Libor Balak (1961)

IL CORREDO

Il capo dell'UOMO DI BRNO era coperto da un cappuccio decorato con più di 600 conchiglie della specie "Dentenseum badense". Dopo la sua morte, i conoscenti spezzarono le bacchette del suo tamburo ed esse furono poste nella tomba assieme alle altre cose che facevano parte dei rituali sciamanici. Presso molti popoli nativi questo costume è sopravvissuto fino ad oggi. I suoi abiti, di cui non è rimasta traccia perchè costituiti da materiale organico, dovevano consistere in pantaloni di pelle finemente cuciti (gli aghi di osso ritrovati nei siti paleolitici sono estremamente raffinati) e di pelle dovevano essere anche gli altri elementi: calzature e giacca. Molti oggetti rotondi e piatti, di pietra, interpretati come vulve stilizzate, sono stati ritrovati nella tomba, assieme ad altri manufatti dalle funzioni magiche. Fra le altre cose, un anello di ardesia di 10 cm. e 40 mm. di diametro, che fu diviso in due pezzi intenzionalmente già all'epoca. L'anello veniva probabilmente applicato sugli abiti dello Sciamano, ed era un tipico ornamento iniziatico. Sul suo capo, inoltre, era posizionata una scapola di mammuth.


FOTO 11: l'anello di ardesia di 10 cm. e 40 mm. di diametro, dalla tomba dello Sciamano di Brno. Datazione: 25.000 anni fa. Anelli come questi facevano parte di un antichissima tradizione, che si è protratta dal Paleolitico al Neolitico; un anello simile è stato ritrovato a Gobekli Tepe (13.000 anni fa) e uno sempre dello stesso materiale (ardesia) presso il villaggio neolitico di Sammardenchia, in Friuli (risalente a 8.000 anni fa circa).

FOTO 12: l'anello d'ardesia dal villaggio neolitico di Sammardenchia (Friuli) assieme ad altri reperti, erroneamente considerato come un bracciale, ma probabile oggetto da applicare ai costumi, come segno di distinzione e di iniziazione sciamanica, secondo una tradizione che si è protratta per decine di migliaia di anni, dal Paleolitico al Neolitico.

FOTO 13: il grande anello di pietra del Tempio paleolitico di Gobekli Tepe (risalente a 13.000 anni fa). Le misure sono riportate in foto.

FOTO 14: schema delle rondelle d'osso e di pietra che facevano parte del corredo dello Sciamano di Brno. Le misure sono riprodotte nella foto.

FOTO 15: conchiglie della specie Dentalium Badense facenti parte del corredo della tomba dello Sciamo di Brno (risalente a 25.000 anni fa)

L'ASPETTO FISICO

Lo SCIAMANO DI BRNO doveva avere circa 50 anni, una corporatura forte, arcate sopraccigliari piuttosto sporgenti ed un volto dalla forma allungata. Il cranio ha conformazione fortemente dolicocefala. I frammenti dello scheletro indicano una corporatura possente, con forti inserzioni muscolari.


FOTO 16: prospettive del cranio dello Sciamano di Brno.

FOTO 17: la calotta cranica dolicocefala dell'uomo di Brno.

FOTO 18: frammento fossile di mascella dell'uomo di Brno.

Alessia Birri 

FONTI E ARTICOLI CORRELATI:

THE BURIAL OF A SHAMAN:
https://www.donsmaps.com/brnoburial.html

THE BRNO II UPPER PALEOLITHIC BURIAL:
https://openaccess.leidenuniv.nl/bitstream/handle/1887/33765/11.pdf?sequence=21

USHABTY-WIKIPEDIA:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ushabti




lunedì 22 aprile 2019

IL CALENDARIO LUNARE PALEOLITICO E IL SIMBOLISMO DELLA SPIRALE




Il CALENDARIO LUNARE, inciso su avorio di mammuth, proveniente dal sito paleolitico siberiano di MALTA (misure 10,38 cm. x 81 mm.), risalente a 24.000 anni fa, delinea una spirale che si sviluppa dal foro centrale riempiendo interamente il supporto, affiancata da altre spirali minori. Questo manufatto e molti altri dello stesso genere sono oggi comunemente considerati come strumenti per calcolare il tempo e le fasi lunari, e facevano parte del corredo portatile indispensabile al cacciatore preistorico. Ma questi oggetti assumevano anche un valore sciamanico e divinatorio, essendo gli eventi astronomici intimamente connessi alle energie telluriche e agli eventi ciclici che si ripetono nel tempo. "Come sopra, così sotto", "come in cielo, così in terra" non è un principio scoperto nè in epoca storica, nè tantomeno da personaggi a cui fanno riferimento molti culti iniziatici a noi conosciuti; questo principio affonda le radici nella saggezza degli antichi sciamani, risalente a decine di migliaia di anni fa, ed è testimoniato dall'arte paleolitica europea datata 36.000 anni  (caverna di Chauvet). Il primo che riuscì ad interpretare correttamente come calendari lunari le placchette ossee e litiche incise con punti e spirali fu ALEXANDER MARSHACK (1918 - 2004), uno specialista del Paleolitico e studioso indipendente. Inizialmente il simbolo universale della SPIRALE doveva essere collegato alle fasi lunari e, parallelamente, alla rappresentazione della ciclicità degli eventi. La SPIRALE simboleggia pertanto la legge cosmica per la quale gli eventi si ripetono ciclicamente, ma sempre con l'aggiunta di un accrescimento, di un progresso della coscienza. Dove il CERCHIO riproduce la chiusura e la ripetizione sempre identica a se stessa nell'aspetto più fondamentale degli eventi, la SPIRALE descrive un movimento infinito, aggiungendo complessità al percorso cognitivo ed integrando costantemente ad esso il recupero dei principi fondamentali ed immutabili della coscienza.




FOTO: placca incisa ricavata da avorio di mammuth, dal sito paleolitico di Malta (Siberia); datazione: 24.000 anni; misure 10, 38 cm. x 81 mm.

FOTO: esempio di rappresentazione delle fasi lunari.

Allo stesso tempo, l'incisione a 7 spirali, fra cui una più grande al centro, sul manufatto di MALTA ricavato da una zanna di mammuth, secondo lo storico britannico GEOFFREY ASHE (1923) potrebbe costituire la più antica rappresentazione simbolica del LABIRINTO. A ciò si aggiunge il significato esoterico del numero 7 presente nelle tradizioni sciamaniche dei MONTI ALTAI ancora oggi, legato al raggiungimento della perfezione ed ai poteri occulti. Sul lato opposto sono incisi tre serpenti, che ci ricordano molto quelli presenti presso il Tempio paleolitico di GOBEKLI TEPE (risalente a 12.000 anni fa) e che costituiscono una presenza molto singolare in una raffigurazione dell'Era Glaciale, proveniente dall'emisfero Nord, e quindi da un territorio in cui non avrebbero potuto sopravvivere specie di serpenti. Inoltre, l'iconografia di questi ultimi sembra riprodurre una specie tropicale: il serpente Boa. Seguendo come punto di riferimento le odierne tradizioni sciamaniche siberiane, il numero 3 è legato al concetto fondamentale di REINCARNAZIONE e agli elementi che lo rappresentano: l'ANIMA MADRE, l'ANIMA PADRE, l'ANIMA DELLA REINCARNAZIONE. A questo punto, l'interpretazione di quest'oggetto potrebbe coinvolgere tutte le dimensioni dell'esistenza, senza alcuna separazione fra di esse. Dobbiamo ricordare sempre che in epoca ancestrale non esistevano espressioni artistiche che avessero una mera funzione estetica o utilitaristica, ma tutto trovava la sua convergenza in concetti più profondi ed inclusivi di tutti gli aspetti dell'esistenza.

Alessia Birri

ARTICOLI CORRELATI:

The Spread of Paleolithic Shamanism:
https://treeofvisions.wordpress.com/page/2/

The Mal'ta - Buret' venuses and culture in Siberia:
https://www.donsmaps.com/malta.html




giovedì 11 aprile 2019

MAPPE ASTRONOMICHE NELL'ARTE PALEOLITICA

Consideriamo le raffigurazioni dell'arte rupestre paleolitica come mappe astronomiche. Già negli anni '90 la ricercatrice CHANTAL WOLKIEWIEZ avanzò quest'ipotesi, oggi accettata dalla maggior parte degli studiosi, e confermata dalle corrispondenze che sono evidenziate in questo video. Al Solstizio d'inverno di 17.000 anni fa (epoca a cui risalgono le pitture parietali) la luce del Sole percorreva tutta la galleria d'ingresso fino ad illuminare interamente la parete del primo grande antro della CAVERNA DI LASCAUX (Francia, Nuova Aquitania, Dipartimento Dordogna), che ospita raffigurazioni di animali disposti in modo da riprodurre la posizione delle stelle. In questo modo l'intero complesso pittorico si trasforma in uno strumento per il calcolo del tempo, mappa stellare e, contemporaneamente, santuario sciamanico per le iniziazioni ed i rituali rafforzati dall'energia ctonia che percorre le profondità della Terra.

"Così è sopra, come sotto. Così è sotto, come sopra, per compiere i miracoli della Cosa Una" (Ermete Trismegisto)

Gli spazi infiniti del cielo trovano dimora nelle profondità oscure delle grotte, comunicando alle generazioni future l'inscindibile legame fra la Luce e l'Ombra. Lo stesso schema è stato ereditato nelle epoche successive, dall'Era Neolitica, all'Età del Bronzo, dagli Egizi ai popoli Precolombiani, ecc...La stessa piramide di Cheope è una riproduzione architettonica della montagna e della caverna, del "sopra" e del "sotto", riproponendo lo stesso modello adottato dagli artisti preistorici all'interno delle grotte. Ciò testimonia che l'origine di ogni profonda conoscenza riguardante il Cosmo, la Psiche, le energie e le dinamiche che governano l'Universo ed il nostro pianeta (in sostanza, tutto ciò che conta maggiormente nel percorso della Conoscenza) proviene dalla saggezza degli antichi Sciamani.  (Alessia Birri)



ARTICOLI CORRELATI:

https://www.athensjournals.gr/history/2018-1-X-Y-Sweatman.pdf

https://www.media.inaf.it/2018/11/28/astronomia-complessa-nellarte-preistorica/

http://www.archeociel.com/index.html






giovedì 4 aprile 2019

I MIEI RITROVAMENTI

FOSSILI E REPERTI RIEMERSI DAGLI STRATI PROFONDI DELLE COLLINE MORENICHE DI CARPENETO DI POZZUOLO (UDINE)

Nel contesto di alcuni scavi che furono effettuati per diversi lavori dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto (via Orgnano), costruito negli anni '20 a ridosso delle colline moreniche, nell'estate del 2005 scoprii casualmente una chiara impronta di foglia su un ciottolo di pietra verdognola che si aprì come un libro sotto i miei passi. Da quel momento iniziai ad osservare meglio le stratificazioni geologiche profonde messe in luce dagli scavi (una costituita da terreno ferroso verso la superficie, un'altra di arenaria gialla e bianchissima più in profondità); all'interno degli strati di arenaria più profondi  iniziarono ad emergere fossili e strani oggetti. In seguito ad una discussione con l'archeologo Claudio Nucci (il quale nel 2012 identificò i fossili di crinoidi sul ciottolo di lumachella) e con il ricercatore francese Jean Louis Philippe (il quale nel 2019 identificò alcuni manufatti cultuali preistorici) potei confermare questi ritrovamenti come reperti di grande importanza. Le discussioni nei forum purtroppo non sono riuscita a recuperarle. I reperti portati alla luce avrebbero potuto essere molto più numerosi se l'estate del 2005 non fosse stata eccezionalmente piovosa ed autunnale. (Alessia Birri)

AVVISO: in questo album sono presenti anche alcuni fossili che ho acquistato o che mi sono stati donati. I reperti scoperti da me sono specificati.

FOTO 1 : Visione d'insieme dell'intera collezione.

FOTO 2: Oggetto cultuale preistorico triangolare (misure: 15 cm.), simile a quelli scoperti in Francia negli anni '70 da Jean-Louis Philippe presso il Dipartimento della Mosella, e studiati dall'archeologo MARCEL LUTZ (1908-2000). Io stessa ho discusso con Jean-Louis Philippe commentando il post  dove ho pubblicato le foto dei reperti. Nello stesso luogo in cui si trovava questo reperto, ho dissotterrato anche diverse forme falliche in arenaria. In epoca preistorica la forma triangolare simboleggiava l'elemento femminile, dunque, associata alle forme itifalliche, potrebbe indicare una possibile area rituale  per la fertilità. Quest'oggetto è stato trovato a notevole profondità, in una stratificazione geologica di arenaria, emersa da uno scavo. Questo l'articolo informativo relativo alle forme triangolari scoperte in Francia negli anni '70:

https://faulquemont2.blog4ever.com/le-falconien-ou-la-culture-des-triangles?fbclid=IwAR0HkA353F7iTAdSjFGHktQMO6hnRWFWYMa94oSOQugIb075t2bYOSOCRPc

Luogo del ritrovamento: il passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto, via Orgnano.


 FOTO 3: Reperto B1 : lato positivo e negativo di manufatto itifallico in arenaria preistorico,  appartenente allo stesso strato geologico in cui ho scoperto il triangolo in arenaria pubblicato sopra. Le tracce della lavorazione, col passare dei millenni, scompaiono sugli oggetti in arenaria, presentando una superficie più morbida; ciò non succede riguardo agli oggetti in calcare, selce o qualche altro materiale più consistente. Oggetti più o meno simili sono stati scoperti nel sito francese di Faulquemont/Moselle/France, assieme alle forme triangolari. Leggere articolo informativo:

https://faulquemont2.blog4ever.com/le-falconien-ou-la-culture-des-triangles?fbclid=IwAR0HkA353F7iTAdSjFGHktQMO6hnRWFWYMa94oSOQugIb075t2bYOSOCRPc

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.



FOTO 4: lato positivo e negativo della seconda forma itifallica venuta alla luce nello stesso strato geologico della precedente e del triangolo in arenaria. Materiale: arenaria. Epoca preistorica.  Le tracce della lavorazione, col passare dei millenni, scompaiono sugli oggetti in arenaria, presentando una superficie più morbida; questo non succede riguardo agli oggetti in calcare, selce o qualche altro materiale più consistente;  nonostante ciò questo reperto presenta tracce di levigatura evidenti. Oggetti più o meno simili sono stati scoperti nel sito francese di Faulquemont/Moselle/France, assieme alle forme triangolari. Leggere articolo informativo:

https://faulquemont2.blog4ever.com/le-falconien-ou-la-culture-des-triangles?fbclid=IwAR0HkA353F7iTAdSjFGHktQMO6hnRWFWYMa94oSOQugIb075t2bYOSOCRPc

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.


 FOTO 5: probabile manufatto scoperto sempre nello stessa stratificazione di arenaria.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 6: probabile manufatto scoperto sempre nello stessa stratificazione di arenaria.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 7: Reperto da identificare, dalla vaga sembianza di manufatto con figura animale. Sul lato opposto è perfettamente piatto e liscio. Misure: 5 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 8:  Reperto da identificare, scoperto nella stessa stratificazione dei precedenti. La forma a "bulino" fa pensare ad un manufatto. Materiale: arenaria.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 9: Probabile percussore litico preistorico.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 10: Manufatto, possibile frammento di immanicatura di ascia litica preistorica. Misure: 10 cm.

Esempi:
https://media.musees-occitanie.fr/images/artistes/cyprien-antoine-calmon/grotte-de-conduche-planche-2/photo_page.jpg

https://www.deamoneta.com/auctions/view/212/21

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 11: Punta in pietra (lato positivo, altezza 5,5 cm.) con tracce di levigatura e lavorazione: manufatto preistorico; parte superiore, cm.6 di altezza (da colline moreniche di Carpeneto di Pozzuolo in Friuli).

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 12:  Reperto a forma sferica (diametro: 12 cm.): I cacciatori preistorici lanciavano piccole rocce simili a palle da tennis (nella foto) con grande precisione per abbattere le prede da un massimo di 25 metri (82 piedi)

Researchers believe prehistoric hunters threw small tennis ball-sized rocks (pictured) with great accuracy to take down prey from up to 25 metres away (82 feet)

Articolo informativo:
https://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3732832/Stone-age-missiles-prehistoric-hunters-planned-ahead-Throwing-rocks-effective-weapons-early-humans.html

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 12: Uovo fossile; altezza cm.7 (da colline moreniche di Carpeneto di Pozzuolo del Friuli).

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.





 FOTO 13: tre prospettive del ciottolo di lumachella con inclusioni fossili di branchie di crinoidi , o GIGLI DI MARE (Giurassico: circa 150 milioni di anni fa).

Luogo del ritrovamento: il terreno di una vigna a Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, in via Orgnano.

Nella foto successiva possiamo osservare l'aspetto del GIGLIO DI MARE:


 


FOTO 14: Impronta di mollusco in arenaria: il foro è stato formato dal corpo del mollusco, del quale,  sul lato opposto, sono rimaste le tracce della conchiglia; cm.8 (da colline moreniche di Carpeneto di Pozzuolo in Friuli).

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.


 FOTO 15: Legno fossile (altezza 20 cm.) ritrovato sulle colline moreniche di Carpeneto di Pozzuolo (Friuli). E' un pezzo che ho scoperto quando avevo 12 anni, vicino all'orto di casa.


 FOTO 16: A2-Impronta fossile di foglia; altezza cm.8 (da colline moreniche di Carpeneto di Pozzuolo in Friuli).

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.



FOTO 17: Forma spiraliforme su blocco di arenaria, possibile serpe di mare; altezza cm.15 (da colline moreniche di Carpeneto di Pozzuolo in Friuli).

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 18: Sasso di arenaria con impronte di calamari. Misure cm.8 (da morene di Carpeneto di Pozzuolo in Friuli)

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 19: Forma allungata, piatta, ricoperta di arenaria, non ancora identificata. Cm. 8; nella foto è a grandezza naturale.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 20: Ciottolo calcareo con inpronte di piccole conchigliette. Cm.7 altezza.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 21: Strano reperto in arenaria.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.



FOTO 22: frammenti di molluschi fossili.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.


FOTO 23:  frammento di antica terracotta. Misure cm.10

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.


FOTO 24: dente fossile con incrostazioni. Misure 6 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.




FOTO 24:  dente fossile mineralizzato. Misure 5,5 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.


FOTO 25:  dente fossile mineralizzato. Misure: 5 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.


FOTO 26: altro frammento di legno fossile. Misure 4 cm d'altezza.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

 FOTO 27: Frammento di calcare-arenaria con piccolo foro da parte a parte, lineare e preciso. Misure 8 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

 FOTO 28: Mollusco fossile su arenaria. Misure: 8 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.



FOTO 29: Arenaria con inclusioni fossili simili a pesci. Misure: 12 cm.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 30: Arenaria con inclusa traccia fossile di animale. Misure cm.8

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 31: Impronta di felce fossile.

Provenienza: Alpi carniche. (L'ho avuta in regalo quand'ero bambina).

FOTO 32: Pesce fossile proveniente dalla Provenza. Oligocene. 35 milioni di anni. Un pezzo che ho acquistato 30 anni fa in un negozio di fossili e minerali a Udine, con certificato di garanzia. Misura del pesce cm.11.


FOTO 33: Molluschi fossili su roccia.

Luogo del ritrovamento: monti carsici. (Un regalo che ho ricevuto quand'ero bambina)

FOTO 34:  Reperto da identificare. Presenta due filari di piccole tacche. Misure cm.8.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.



 FOTO 35: Reperto non identificato.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 36: Reperto da identificare.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 37: Reperto da identificare.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 38: reperto da identificare, in arenaria. Misure 6 cm. Presenta l'impressione di una forma circolare alla sommità.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano.

FOTO 39: Un bellissimo sasso farinoso di sabbia bianca: al tocco, si sfarina. Misure: 19 cm. lunghezza.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano, a notevole profondità nello strato di arenaria bianca emerso durante uno scavo.


FOTO 40: frammento di terracotta che risale probabilmente ad epoca preistorica, essendo stato ritrovato nello stesso profondo strato di arenaria della figura triangolare e dei manufatti itifallici.

Luogo del ritrovamento: nel passaggio dietro l'ex asilo infantile di Carpeneto di Pozzuolo in provincia di Udine, via Orgnano, a notevole profondità nello strato di arenaria bianca emerso durante uno scavo.

FOTO 41: impronta di felce e di mollusco, da Alpi Carniche. Un dono che ho ricevuto da bambina.


FOTO 42: frammenti di ceramiche risalenti a qualche secolo fa, scoperte fra i campi arati di Carpeneto.

Tutte le foto presenti in questo album sono liberamente scaricabili e riproducibili.

ALBUM SU GOOGLE FOTO:

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