venerdì 16 novembre 2018

I POTERI DELLA SOLITUDINE


30 set 2018

 
"L'uomo sociale è distratto e separato da se stesso. L'uomo solitario sviluppa le proprie autentiche qualità, gli piaccia oppure no. E questa autenticità è il primo requisito per l'esperienza occulta, allorchè i poteri dell'inconscio iniziano a confluire nella sfera cosciente". ( Dal libro L'OCCULTO, di COLIN WILSON, pag.93)

L'uomo può essere considerato fondamentalmente sociale solo da un punto di vista avvilente della sua realtà, che non considera la complessità dell'"essere". In realtà l'uomo rimane un animale sociale solo finchè non si accende in lui quella scintilla, quella forza interiore che lo pone in conflitto con ogni tipo di branco, di limitazione alle sue facoltà e alle sue aspirazioni. Tutto ciò non ha nulla a che fare con il potere sugli altri, ma con il potere dell'uomo su se stesso e con tutti i vantaggi che questo comporta. L'uomo che s'incammina sul sentiero della propria solitudine raggiunge una condizione di tranquillità mentale che gli permette la concentrazione su se stesso e sulle proprie energie, diventa libero, incondizionabile, percepisce la realtà da una superiore prospettiva.

Gli interessi gerarchici e l'organizzazione sociale sono perciò costretti, per mantenere la propria supremazia, a separare l'uomo dalla sua interiorità facendo in modo che egli tema la solitudine e le stesse energie oscure che da essa sono risvegliate. L'uomo sociale deve sentirsi minacciato e trovare supporto unicamente nella massa, deve sentirsi vincolato alla famiglia, si deve identificare con gli ingranaggi della fabbrica e con la sua funzione lavorativa, qualunque essa sia; deve credere che il lavoro sia un valore e non un mezzo, in modo da poter essere occupato in esso dalla culla alla tomba pensando che ciò che in realtà lo riduce alla condizione di bruto lo renda rispettabile. Quando sarà vecchio verrà considerato alla stregua di un inutile peso senza valore, perchè la società, la famiglia, il capitale e ogni altra entità che lo sovrasta si saranno ormai preso tutto, ogni sua energia, ogni suo tempo, ogni sua fatica e di lui non sarà rimasto che un involucro, si sentirà miserabile, perso, vuoto, ed in effetti questa sarà la sua condizione. Ma anche un solo tardivo sussulto di coscienza può affrancarlo da questa prigione se in lui vi è la scintilla ed il potenziale interiore. Questa dipendenza assoluta alla quale egli si aggrappa pensando di sentirsi protetto, in realtà è il suo peggiore nemico, il suo cancro, il suo viaggio attraverso un deserto pieno di miraggi in cui troverà la morte. Egli ha abbandonato la foresta lussureggiante, la sua esistenza non lascerà nessuna traccia perchè egli, come l'anello di una catena, sarà indifferentemente sostituito. La sua esistenza non sarà servita che a nutrire parassiti. All'uomo civile è stato insegnato a temere tutto ciò che è positivo per lui, a temere soprattutto se stesso e a sentirsi qualcosa soltanto quanto si sente circondato dai suoi inseparabili miraggi in mezzo al nulla.

Che ne è stato del Signore della Caccia, dello Sciamano, del profondo conoscitore dei segreti della Natura? Senza quel fondamentale equilibro fra indipendenza e connessione universale, senza la riconquista e il riconoscimento delle potenzialità occulte e primigenie dell'uomo, tutto il progresso scientifico, tecnologico e sociale sarà destinato a ripetere se stesso in modo sterile, senza alcun fine elevato per il quale ne sia valsa la pena. Anzi, si verificherà un progressivo regresso dell'intelligenza e dell'abilità, appunto perchè lo sviluppo ipertrofico della mente razionale a spese della componente intuitiva renderà l'uomo sempre più piccolo e spaventato di fronte alle immense forze dell'universo che nè la matematica, nè la logica riusciranno mai a controllare, se non la sua grandezza interiore.

Quell'equilibrio perfetto tra connessione universale e indipendenza individuale si potrà raggiungere solo allorchè il progresso scientifico e tecnico e l'evoluzione sociale avranno raggiunto un punto in cui ogni diseguaglianza sarà superata, in cui ognuno si potrà considerare un universo fra universi poichè nessuna entità statale, istituzionale, sociale e gerarchica incomberà su di lui, ed il suo unico limite sarà il rispetto della libertà e del diritto altrui. Così come nell'età primigenia ciò era permesso grazie alla semplicità dell'esistenza, in futuro ciò sarà permesso dal progresso della conoscenza dell'universo, della materia e delle sue interazioni. Allora si potrà verificare quell'agognata riunificazione fra inconscio e mente razionale, fra scienza ed intuizione. Solo l'uomo indipendente conosce il rispetto, così come coltivando la sua preziosa solitudine sviluppa la capacità del distacco e dell'introspezione, superando anche la paura della morte, poichè sentirà in se stesso il soffio dell'eternità. La percezione irreale della realtà sarà per lui il primo passo verso il non-coinvolgimento, la liberazione dalle sue emozioni negative, che è la condizione degli Dei.

Alessia Birri

IMMAGINE tratta da un opera dell'artista francese YANNIG GERMAIN.
 
 
 

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